Il Merito. Una riflessione di Andrea Moi

Il merito.
Il merito di una ragazza che studia, lavora e bada ad un familiare in difficoltà è lo stesso merito di un ragazzo di buona famiglia che dedica qualche ora di tempo allo studio ed il resto ad intessere relazioni? Il merito di un bianco, cis, nato in Italia, benestante che si laurea con 110 e lode è lo stesso merito di un immigrato, omosessuale, in fuga dall’Iran che si laurea con un qualsiasi voto? Il merito di una donna appena laureata è uguale al merito di un uomo appena laureato? Il merito di una famiglia che manda a scuola due bambini che non hanno bisogno di nessun supporto è lo stesso di una famiglia con persone interessate da disabilità? Il merito di una bambina che ha vissuto in un quartiere sicuro che le ha permesso di andare a scuola autonomamente fin dalla terza elementare è lo stesso merito di una bambina che ha vissuto in un quartiere di periferia non servito dai mezzi, non illuminato la mattina presto e la notte tardi e con un elevato tasso di criminalità? Il merito di chi è furbo e riesce a cogliere l’attimo della vita è lo stesso di chi passa la vita a cercare di cambiarla ma trova davanti a sé solo porte chiuse? Il merito di un’universitaria che vive consapevolmente il proprio stato di salute è uguale a quello di un’universitaria che sta vivendo una difficoltà psicologica e non ha strumenti per gestirla? Ancora una volta si confonde quello che è il sacrosanto merito, che deve essere riconosciuto a chi raggiunge un risultato, con il fotofinish di una gara iniziata con handicap. Il merito deve sempre essere riconosciuto alle persone! Evviva il merito! Evviva il merito di tutti e di tutte! A patto che questa etichetta non sia solo un altro nome per servire ai figli e alle figlie di chi riveste le figure apicali del mondo uno scivolo perfetto privo di sensi di colpa, ma che abbia il giusto peso rispetto a quelli che siano gli investimenti e le fatiche delle persone. Mi sarebbe piaciuto leggere, nel nome del Ministero dell’Istruzione, una parola ben più comune ma molto meno usata nella vita comune: l’equità. Sentite come suona bene:

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DELL’EQUITA’


L’istruzione deve essere equa, e distribuirsi in modi diversi a seconda della difficoltà di accesso delle persone. Mi sembra l’unico ragionamento che si possa fare, oggi, nell’ottobre 2022. Invece, alle mie orecchie, l’etichetta di merito fa risuonare altre etichette tipiche che parlano di vittoria, di superiorità, di “essere meglio di”, di manipolazione, di semplicità… Di ottobre 1922. Di questi tempi bisogna sempre sperare di essere lì davanti, allo start, perché se per caso il numeretto che ci capita è uno degli ultimi… possiamo stare certi che sarà molto difficile arrivare alla fine.

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