Gender o non-Gender?

Ricerca vs Comunicazione.
Un articolo di Andrea Moi

Postato da Andrea Moi il 08.12.2022

Gender o non-Gender?


Gender o non-Gender?
Chiariamo subito una cosa: i rischi a cui sono esposti i minori in questo periodo sono altissimi, è innegabile. E questi rischi necessitano dell'intervento e le attenzioni del mondo degli adulti, delle istituzioni e dei/lle professionisti/e del settore.

Il primo che mi viene in mente è legato al fatto (dati OMS) che tre bambini/e su quattro (età 2/4 anni) subiscono punizioni violente da parte dei/lle propri/e caregiver e uno/a su quattro (età inferiore ai 5 anni) è vittima di violenza assistita ai danni della propria madre (in maggiore percentuale da parte di partner o ex-partner, dati Ministero dell'Interno). Fino all'Aprile 2021 401.766 (quattrocentounomilasettecentosessantasei) bambini/e e ragazzi/e sono stati/e presi/e in carico dai servizi sociali in Italia, tra questi/e, 77.493 (settantasettemilaquattrocentonovantatre) sono stati/e vittime di maltrattamento. (Dati Terre des Hommes e CISMAI, per l’AGIA).

𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗔, per la scienza, per la ricerca e per le statistiche, è da considerarsi una emergenza.

Immagini come quelle ritratte da questa (ahinoi) nota pubblicità rappresentano un'idea che non esiste nella realtà ed è unicamente frutto di una narrazione politica che, inutile specificarlo, NON RAPPRESENTA UNA EMERGENZA come quella di cui ho parlato. Non esistono dati scientifici su mamme o papà che "truccano" i/le propri/e figli/e contro il loro volere... Esistono semmai dati scientifici su mamme e papà che non garantiscono il corretto sviluppo, un'educazione, una socialità, una corretta igiene, un corretto sviluppo emotivo e che purtroppo applicano violenze di tutti i tipi nei confronti dei propri (o altrui) minori. Ho lavorato 9 anni in Corte d'Appello, lo so bene, l'ho visto (purtroppo) con i miei occhi. Ho toccato con mano. Ho toccato con mano l'ignoranza con cui certe (non tutte) famiglie affrontano l'atto educativo, ho toccato con mano la certezza che hanno certe persone che "qualche botta ben data" possa far crescere meglio i/le minori e purtroppo anche il gesto patologico e deprecabile della violenza sessuale, atto di una tragicità enorme.



E allora perché parlare di #stopgender ? Semplice: perché è facilmente spiegabile (da parte di alcuni politici) a chi non ha nessuna cultura o conoscenza tecnica dell'argomento. È una parola che racchiude in sé tanto (non mi dilungherò su questo) ma che viene semplificata come "quella cosa che fa diventare i bambini gay" (l'ho sentita con le mie orecchie). "Gender" non è questo. La parola Gender indica semplicemente l'appartenenza culturale ad un sesso (o più, si vedano gli studi politico/filosofici della Butler).

A cosa serve?
A tanto, ma banalmente uno dei tanti fattori per il quale può essere utile è quello di prevenire ed evitare la violenza contro i minori e contro le donne.

Immaginiamo una famiglia #stopgender nella quale nasca un bambino che si scoprirà omosessuale. Come pensate possa reagire un padre violento? A cosa pensate che la madre, in difesa del bambino, vada incontro?

L'assurdità più grande è quella di pensare che un'educazione (o la conoscenza) in tal senso possa sfavorire anziché favorire la crescita culturale di questa nostra società.

Nel momento in cui qualcuno scoprirà scientificamente che la conoscenza approfondita di un certo argomento possa invertire il flusso dello sviluppo e del benessere delle persone anche io mi farò da parte, ma fino a quel momento preferisco stare dalla parte della conoscenza e del sapere.

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Andrea Moi​
Dott. Andrea Moi - Consulenza e supporto psicologico​

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